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Un anno di borsa lavoro per Giorgio

È successo tutto così velocemente che capire come andare avanti sembrava impossibile. Una malattia tanto feroce può mandare al tappeto una vita intera, la vita di una famiglia. Giorgio ha perso sua moglie e l’ha vista soffrire giorno per giorno, in silenzio. È un uomo buono, un buon padre, un bravo marito, una persona gentile e riservata. I suoi due figli studiano, tra scuole medie e superiori, sua moglie faceva lavori occasionali. Era un vulcano di energia, lei, impegnata su tutto, piena del desiderio di fare, aiutare, partecipare. Una donna che quando se ne va lascia un buco profondo e un silenzio pieno di dolore.

Giorgio era un operaio: il suo settore è entrato in crisi poco prima della pandemia, si è trovato senza occupazione e con addosso una buona dose di paura per il futuro. A 50 anni non è facile ripartire per nessuno. La moglie, nello stesso periodo, scopre di avere un grave tumore. I medici le danno ancora poco tempo. In casa di colpo aleggiano amarezza, paura, preoccupazione. Niente è più come prima.

La moglie di Giorgio, per non lasciare i figli e il marito in balia di tutto questo, nonostante la fatica della terapia e il male che si diffonde, bussa alla porta della Caritas per chiedere sostegno. La cosa migliore da fare è sicuramente offrire a Giorgio una possibilità di lavoro, per restituirgli un po’ di dignità e uno sguardo meno disperato sul futuro.

Per questo vi chiediamo di sostenere per un anno parte della borsa lavoro per Giorgio all'interno de  "I laboratori del fare" .

Il progetto, nato nel 2012 da Caritas Senigallia per dare una risposta lavorativa temporanea a chi ha perso il lavoro, è oggi uno strumento fondamentale a sostegno delle tante persone e famiglia in difficoltà. Si tratta di progetti lavorativi temporanei e di tirocini che, attraverso un impiego, possono fornire una risposta concreta e immediata a chi ha perso il lavoro e la possibilità di riconquistare autonomia e fiducia.

Nei nostri Laboratori del fare (Orto della Solidarietà, Falegnami della Solidarietà, Rikrea – Magazzino Solidale) è possibile apprendere un mestiere e, soprattutto, restituire dignità a chi ha perso il proprio lavoro, dando la possibilità di rimettersi in gioco attivamente perché il lavoro è una risposta sociale, umana, solidale e vitale. Impegnare la propria giornata in un ambiente di lavoro protetto e sicuro dà la possibilità di rialzarsi e di riconquistare un percorso di autonomia e di fiducia. Solo nel 2020 sono stati coinvolti 70 inserimenti lavorativi. 

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